Come Ripartire da Zero da dove ti trovi ora

Come Ripartire da Zero. E’ questo l’ argomento di questo articolo.
Quando  inizierai a leggere questo articolo e le parole messe in fila una dietro l’altra, potrai scoprire qualcosa di nuovo. Qualcosa di cui quasi nessuno te ne parla.

E’ il tema che oggi sempre più persone si trovano ad affrontare: Come ripartire da zero.
Su questo  argomento, provano una netta sensazione di disorientamento.
Hai presente quando ti svegli al mattino, dopo esserti alzato, fatto una doccia, vestito, esci per fare colazione?

E cosa ti trovi davanti ai tuoi occhi?
Una città sconosciuta dove sei in vacanza e in cui non sei mai stato prima.
Hai presente quella sensazione di disorientamento che provi subito? (in questo articolo ho parlo di “Come Superare uno Shock nel lavoro e nella vita privata in 4 semplici mosse” )

Ecco, è molto simile a quello che si prova quando ti trovi a rispondere alla domanda: Come Ripartire da Zero.

 

La prima cosa naturale, spontanea  e soprattutto facile è quello di trovare la risposta, all’esterno di noi stessi.

Iniziamo a “sentire” il giudizio degli altri che ci hanno dato o che ci danno.
Nello schermo della nostra mente,  in maniera inconscia, iniziamo “rivedere” le scene di un film.

Le scene di ciò che abbiamo fatto. E nella maggior parte dei casi, ci concentriamo sui risultati e situazioni negative.
Su ciò che ci ha creato dolore e sofferenza.

Questi sono due tipici errori di chi vuole trovare la risposta alla domanda: Come Ripartire da Zero.

Ti stai chiedendo qual è la soluzione?
E’  nella tre parole che leggerai subito questa riga.

Chi sei veramente? Sì, Chi sei veramente?
E qualunque risposta che tu dia a questa domanda, ti sei chiesto se è la risposta giusta?

E se fosse la risposta che qualcuno, in modo consapevole o inconsapevole ti ha trasmesso?
Ci hai mai pensato?

Chi sei veramente?
Come hai deciso che “sei così”.

E se quello che pensi di te stesso, fosse falso?
Ci hai mai pensato?

 

 

Quando siamo bambini, siamo classificati e giudicati proprio quando iniziamo ad andare  scuola.
“Sei birichino…”, “sei simpatico…”, “sei capriccioso…”, “sei così…”, “ sei colà…”.

Sono proprio questi giudizi, queste parole che ascolti giorno dopo giorno, che si infilzano nella tua mente fragile.
Proprio come un coltello che affonda in un formaggio di pasta filata molle. Hai presente l’ immagine?

Ecco che incidono profondamente su  “chi sei”.
Ovvero sulla parte più profonda di te: la tua identità.

E proprio da questi giudizi, queste parole ascoltate, inizi a riconoscerli come “tuoi”.
Inizi piano piano in modo silenzioso, a creare la tua storia, il tuo comportamento.

Stai pensando ai risultati che ottieni?
Quesi risultati, sono “ in linea” con questa identità che qualcuno ti ha “appiccicato” addosso.
E a cui hai creduto in modo inconsapevole.

Ecco che trovare la risposta alla domanda Come Ripartire da zero, diventa per alcuni impossibile farlo (ho scritto un articolo che puoi leggere qui “Difficoltà: come superarle attraverso la tua mappa”  ) . “Hai 40 anni…”, “ci hai provato tante volte e ti è andata male…”, “Non può funzionare…”, “attento che se cadi ti fai male…” etc.

Ed è così, sulla base di questi giudizi che hai ascoltato e a cui hai creduto, che inizi a vivere la tua storia.
Inizi a vivere la tua vita, il tuo lavoro e le tue relazioni. Tutto in base alla “identità”.
Ciminci a vivere la vita di qualcun altro. Non la tua!

Ecco che riuscire a dare risposta alla domanda Come Ripartire da Zero,  diventa una vera e propria lotta.
Una lotta con te stesso. Con la tua “identità” che si scontra con il tuo “vero te stesso”.
Così ti accucci, ti ritiri nella tua confortevole scatola,ti adegui e vivi una vita frustrata.

 

 

Ma in tutto questo meccanismo c’è una cosa che ti farà evitare di vivere una vita piena di frustrazione.
Qualcosa che ti aiuterà, se sei disposto a farlo, di uscire dal guscio e trovare finalmente la risposta a “Come Ripartire da Zero”.

Questa cosa è data dal fatto che vivendo solo una storia nella tua mente.
Una storia frutto di giudizi che ti hanno dato, a cui tu hai creduto essere veri e che oggi sono diventati “la storia” che ti racconti, quindi vera.

Ma c’è una cosa che devi sapere: è solo una storia.
E la tua storia può essere cambiata.

Ma chi sei veramente??
“ io sono intelligente…”, “sono quattro, ma potrei fare di più…”, “sei come tuo padre…”, “sei come tua nonna…” . Questi sono solo giudizi che ti vengono appiccicati addosso e a cui tu hai scelto di credere.

E se non fosse così?
CHI SEI VERAMENTE???

Ed è così che inizi a recitare la tua parte nel palcoscenico della vita.
Ma ricorda, è solo una storia.
E’ una parte del copione che puoi cambiare in ogni momento.
E puoi farlo prima che le luci si spengano e il sipario chiuda la vista della scena in modo definitivo, lasciandolo al buio.

E sai una cosa?
Il tuo copione, le pagine del tuo libro, puoi riscriverle in un qualsiasi settore della tua vita.
Nelle relazioni, nel lavoro, nei rapporti con i figli e con te stesso.

E questa si che finalmente è una buona notizia che da oggi sai.
Puoi cambiare questa parte, proprio come quando scegli di leggere le pagine di un libro.
Puoi girarle e leggerne un’altra.

 

 

Ma c’è una cosa che devi sapere…

A volte, cambiare pagina non basta per cambiare la tua storia.
A volte è necessario cambiare libro.

CAMBIAMO LIBRO???

E si proprio in questo istante, è quando decidi di cambiare libro, che puoi finalmente scrivere la tua nuova storia. Una storia in cui TU SEI IL PROTAGONISTA! Una storia in cui scegli tu, pagina dopo pagina come si svolge il racconto. Quali sono i colori delle immagini che vorrai mettere. Quali emozioni vorrai vivere e che aiuterai a vivere agli altri.

Che dici, è arrivato il momento di cambiare libro?

Ma proprio sul più bello, quando finalmente hai deciso di cambiare libro, c’è un ostacolo inaspettato e molto forte che ti frena e ti blocca all’improvviso: il giudizio degli altri.

Sì, ancora lui.
Proprio quando pensavi di averlo superato.

Ed è ancora più forte, incisivo e travolgente, quando si tratta di quelle persone che ti sono vicine.
Quelle persone che non stimi e che si permettono di dare il loro giudizio.
Ma ricorda che sei tuo che hai concesso loro la possibilità di giudicarti e di farti influenzare.

Ma in questi casi c’è una cosa che puoi fare: non permettere mai a nessuno di darti un giudizio!

Ti faccio una domanda…
E se tutto quello che ti sei raccontato fino ad oggi fosse falso??

Prova ad immaginare per un attimo…
Se tu oggi potessi ripartire da zero, cosa scriveresti in quel tuo libro?

Se tu fossi un artigiano che ha della creta, come vorresti modellarla?
Come creeresti il nuovo te stesso? Quale identità avresti?

In realtà è proprio questo che facciamo quando siamo bambini.

Abbiamo a disposizione la nostra creta che ogni giorno modelliamo. Il problema è che essendo bambini, non abbiamo la forza e la capacità di modellarla come vorremmo.

Questo accade perché permettiamo agli altri, di modellarla secondo i loro giudizi.
Ed eccoci qua mentre leggi queste parole che scrivo su, come ripartire da zero, che puoi iscrivere una nuova storia. Immagina una storia completamente nuova rispetto a quella che hai vissuto fino ad oggi.

Ma devi imparare a fare una cosa: difendere la tua creta!
Sì, è la tua creta e puoi modellarla come vuoi.

 

 

Ma fai attenzione…
Mentre sei entusiasta della possibilità di scrivere la tua nuova storia, avrai un ostacolo da superare.
Questo ostacolo è rappresentato dai risultati che ottieni mentre la scrivi, mentre crei la tua nuova identità.

Ma non è finita…
C’è un altro ostacolo ancora più forte che dovrai imparare a superare: il tuo giudizio che è legato al giudizio che gli altri ti hanno dato.

C’è un grosso rischio in questo?
Sì, c’è un rischio molto grosso.

Il rischio è che tu confermi quei giudizi che gli altri ti hanno dato e che tu stesso ti sei dato.

Come sai, nella nostra società occidentale si parla sempre in termini di successo.

Ma cos’è il successo?
Cos’è il successo per te?

Il successo non è vincere tutte le partite come quelle di un campionato, ma è una Linea di Tendenza. Per riuscire a trasferirti questo importante messaggio, mi faccio aiutare da un’immagine ed un’attività che forse, ti è molto comune: lo sport (se può interessarti approfondire l’ argomento sul “successo” ho scritto questo articoloCome avere successo nel 2017: e strategie efficaci per partire con il piede giusto” )

Hai mai conosciuto qualche campione  o qualche squadra che vince tutte le partite?
La risposta è no.

Tu invece  quando accade che perdi qualche partita, cosa sei solito fare invece?
Ti concentri su quella sconfitta temporanea, anziché sull’ intero campionato che hai davanti.

Cosa puoi fare?
Evita di concentrarti sul risultato momentaneo.
Focalizzati invece sull’ intero campionato, sulla linea di tendenza su cui ti stai orientando.

Inizia a concentrarti sul tuo potenziale.
Se torni indietro con la mente, quando eri bambino e andavi in bicicletta, cadevi ma subito ti rialzavi e ci riprovavi. Ti focalizzavi sull’ andare in bicicletta e non sulla caduta.

Ora invece cosa fai? Esattamente il contrario.
Ti focalizzi sulla caduta e non su quello che vuoi fare. Stai giudicando un accaduto.
Ed è proprio questo giudizio che ti tiene bloccato e fermo sulla caduta che non ti fa rimontare e ripartire da zero.

Ma ricorda… la caduta è solo una tappa.
E’ solo una partita di un campionato intero, una tappa dell’ intero giro.

E per favore, lascia perdere il giudizio degli altri su cosa è possibile fare e su cosa invece, no.
Quando quel qualcosa che tu vuoi, per loro è impossibile, è solo perché sono loro che non ci riescono.
Non tu.

Quello che devi sapere è che è un meccanismo di difesa.
Una difesa che gli consente di scrollarsi la responsabilità del fatto che loro non ce l’hanno fatta.

Immagina di fare una cosa…

Prova a staccarti per un attimo dalla realtà e osservare la tua vita dall’ esterno.
Come potresti crearla meglio?

E per favore fai tuo questo concetto:

 

 

Ora è arrivato un momento molto atteso.
E’ un momento importantissimo in questo viaggio: Permettiti una cosa: vivere la vita come tu la vuoi.
Questo concetto ti consentirà di far vivere agli altri la loro vita, come loro la vogliono.

Ma non è finita perché c’è un altro ostacolo che stai per affrontare:  il giudizio che ti dai sui risultati che ottieni.

Ricorda: non legare i risultati al tuo giudizio.
I risultati che ottieni, non hanno nulla a che vedere con “chi sei”.

Liberati dal giudizio.
Ricorda che il successo, qualunque cosa tu intenda per successo, è una linea di tendenza.
E’ lì che è la tua destinazione. Ma sappi che devi arrivarci, passo dopo passo, tappa dopo tappa.

Metti da parte i giudizi, le tappe, le prove, le cadute.

Sapevi che Fred Astaire prima che diventasse chi poi è diventato, era stato giudicato in un provino come “non sa recitare, sa ballare un po’ è leggermente calvo”. Questa nota, Fred la manteneva nel suo salotto di casa a Beverly Hills.

Conosci la storia di Richard Bach?
Quando decise di pubblicare il suo racconto su un gabbiano che si libra in volo, ci furono diciotto case editrici che lo rifiutarono. Il libro alla fine fu pubblicato e nel 1975 vendette sette milioni di copie solo negli Stati Uniti. Il libro è il Gabbiano Jonathan Livingston.

E poi c’è la storia di Lev.
Sì, Lev Tolstoj si ritirò dall’ Università e fu giudicato come “non disposto ad imparare”.

E quella di Walt? La conosci?
Anche lui venne giudicato da una suo direttore di giornale, “come una persona che non aveva idee”. Walt in più occasioni cercò di creare imprese ma fallì miseramente e in modo continuativo. E questo prima di creare Disneyland.

Pensa che un giornalista, mentre intervistava il figlio gli chiese: “Cosa direbbe suo padre oggi se vedesse tutto questo”. Il figlio di Disney rispose: “scusi, ma forse lei non ha capito. Mio padre aveva visto tutto già nella sua mente”. E lo congedò.

Ti dice qualcosa il nome Johnny Weismuller?
Lui era un bambino poliomielitico che aveva un sogno di diventare un grande campione di nuoto. Forse non ci crederai ma vinse le Olimpiadi. Non Solo. Divenne il più celebre Tarzan del cinema.

E poi c’è anche la storia di una persona che iniziò a lavorare come “raccoglitore di escrementi”.
Bene quella persona, quarant’anni dopo, divenne il proprietario del più celebre e importante quotidiano nazionale d’ America: Usa Today. Il suo nome? Al Neuharth(ho messo la foto in cima a questo articolo).

 

 

Pensata un attimo…

Cosa sarebbe accaduto se queste persone si fossero fermati al giudizio che gli altri davano loro?
Se queste persone non avessero scoperto “chi erano” e cosa volevano, cosa sarebbe accaduto? E questo a dispetto della situazione in cui si trovavano e dei giudizi che ricevevano? (in questo articolo parlo proprio delle Tre Dinamiche Mentali delle Persone di Successo  )

Pensaci…

Commetti errori, sbaglia, rialzati e vai avanti senza farti influenzare dai giudizi degli altri, ma soprattutto dai tuoi. La Tua storia devi viverla dentro di te. E’ lì che la scrivi. Perché solo se sbagli, se commetti errori e non ti focalizzi su di essi, puoi procedere verso la linea di tendenza.

Ecco perché è importante che ti focalizzi a scoprire “chi sei” il prima possibile.
Perché se ti concentri su “chi sei veramente” allora puoi fare leva per creare la tua storia, scrivere il tuo libro e creare la tua creta.

Perché sai in fondo che è solo una questione di tempo se vivi centrato su di te e sul tuo potenziale.
Ma attenzione però!

Ricorda una cosa importantissima durante il tuo viaggio: Non perdere mail il rispetto di te stesso. Il Tuo Rispetto. A prescindere dai risultati che ottieni. Puoi perdere tutto. Ma c’è una cosa che devi darti e che meriti. Il Rispetto. Il Tuo Rispetto!

Ecco la risposta alla domanda “Come Ripartire da Zero”.

Buon viaggio amico mio…
Salvatore

PS. Ricordati che sei nato per essere felice e vivere la vita come tu la vuoi.

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Come superare uno shock(nel lavoro o nella vita privata): 4 Mosse Efficaci.

Come superare uno shock: 4 Mosse Efficaci.
Quando inizierai a leggere questo articolo scoprirai che hai davanti a te una nuova opportunità: quella di avere occhi per vedere la meraviglia. 

Ma davanti all’insieme di parole che tra poco leggerai nelle prossime righe, ti avverto, puoi avere una delle due reazioni:

  1. smettere subito di leggere perchè le ritieni sciocchezze
  2. mettere in pratica quello che hai letto quando si presenterà l’occasione

 

E si, perchè stai pur certo che l’occasione si presenterà.
Che tu lo voglia o no e che ne sei consappevole o meno.

Ma sai la cosa bella? Dopo aver letto questo articolo, ti sentirai maggiormente sereno quando ti troverai nella situazione che sta capitando a me e saprai Come superare uno shock.

Ma perchè ho scelto questo argomento?
Presto detto: sto superando uno shock!

Forse ti stai chiedendo perchè ho voluto scrivere un articolo su “Come Superare uno Schock:  4 Mosse Efficaci?”
Domanda che merita una risposta completa.

Credo che attraverso le esperienze personali altrui, possiamo acquisire strategie e punti di vista nuovi.
Ecco che attraverso questa mia esperienza posso aiutarti a “sviare” il duro pugno allo stomaco che potrai ricevere.

Adesso vorrei aiutarti a provare quella sensazione sgradevole di quando capita uno schock.
Giusto per prearati in qualche modo a sentirti più sicuro e sereno quando ti capiterà di affrontarne uno.

Qualche giorno fa ho ricevuto una notizia(la sentivo già nell’aria), di una persona che mi annuncia una sua decisione.
Sentirselo dire ascoltando le parole come mai forse hai fatto prima, ti ribalta subito alle realtà. Realtà a cui forse qualche volta hai pensato, ma che in fondo, non hai mai creduto.

Ad un tratto eccola qui. Adesso è palese e non puoi fare finta di nulla.

Forse ti sarà capitato ricevere una qualche notizia shock. Forse sul lavoro o nella tua vita privata o personale.
La prima sensasione è quella di provare smarrimento. Subito dopo, quella di trovarti davanti ad una situazione che, solo ad immaginarla, per un attimo, ti vengono i crampi allo stomaco.

E lì che parte la tua fantasia. Quel misto tra realtà e immagini che scorrono all’impazzata nella tua mente.
Immagini di paura a tinte fosche, condite con un sottofondo di voci che ti sussurrano all’ orecchio “non ce la farai mai!”.

Quella sensazione che ti prende allo stomaco come dopo aver ricevuto un pugno al basso ventre. Pugno che ti ha sferrato la vita, tua moglie, tuo marito, il tuo migliore amico. Un pugno che non ti aspettavi arrivasse così, all’improvviso anche se, all’ improvviso non è proprio arrivato.

Immagini come sarebbe se riuscissi ad attutire questo terribile colpo?

 

 

Forse sei stato bravo a cercare di ignorare la questione, sperando che si risolvesse da sola. Ma i problemi se non li affronti, non si risolvono da soli come per magia. No. Si nascondono sotto il tappeto come quando nascondi la povere con la scopa perchè non hai voglia di spazzare. Al momento opportuno, quando magari aspetti ospiti o la donna con cui hai sudato sette camiche per “farla salire” viene fuori quel laniericcio di polvere. Forse potrà capitare proprio quando la domenica entrata tuo suocera che è pronta all’ ennesimo giudizio. Hai presente come ti senti?

Ed è un colpo fortissimo!
Uno di quei colpi che fanno male.

Così cominci a pensare che “non sei stato capace di”, “non mi merito questo”, “ho sempre fatto tutto” e via così. Comincia la fase del vittimismo e del fatto che sono gli altri ad essere “stronzi”, “brutti” e “cattivi”.

E tu?
Qual è stata la tua parte in tutto ciò? Quale ruolo attivo(e non attivo) hai avuto in questo evento che definisci “shock”? Come lo hai generato? In che modo hai contribuito a crearlo?

Ma…

 

 

Mentre leggi queste parole forse stai dicendo tra te che non hai avuto nessun ruolo. Che tu sei la vittima, che sei al di fuori di ciò di cui ti viene fatta nota della tua responsabilità.

Che l’altro/a ha tutte le colpe di questo mondo che tu (povero ciccino) sei il “buono”.
Quello che sta subendo questo evento shock.

E se non fosse proprio così?

E se questo tuo atteggiamento mentale non fosse proprio quello che ti aiuta ad affrontarlo prima e superarlo poi?
E se in qualche modo l’altra persona ti stesse volendo comunicare qualcosa a cui tu sei rimasto sordo?(magari in buona fede). E se la “paura” di affrontare la situazione ti avesse fatto in qualche modo “scappare” dall’ argomento?

Ma perchè tutti queste domande?
Cosa vuoi insinuare?

Sono dubbi e domande che ti fanno uscire dal ruolo di “vittima” e ti consentono di fare 4 mosse  efficaci, in grado di superare lo shock che hai vissuto, che stai vivendo o che vivrai.

Lo shock che sto vivendo in questi giorni, come ho accennato all’inizio dei questo articolo, l’ho “subito” per circa 48 ore. Passata questa fase mi si è rivelata come una grandissima opportunità.

 

 

Credi che sia ammattito mentre leggi questa parole?
No. Non sono ammattino e se mi segui nella righe che sto per scrivere capirai il perchè.

La prima fase in cui ho “subìto” lo shock, sono state ore in cui sono stato davvero male.
Ci sono persone che a seguito di uno shock stanno male per settimane, mesi, alcuni anni. Addirittura ci sono persone che non si riprendono proprio e continuano a subirlo. In realtà, ci stanno “comodi” in quella situazione.

Ma veniamo a noi.
Ecco Come superare uno shock.

In questa 48 ore come ti dicevo sono stato davvero male.Le emozioni di paura, rabbia, tensione si mescolavano tra loro creando un cocktail esplosivo. Un cocktail che era in circolo nelle mie vene, mi pervadeva il corpo, la mente, il cervello. E quando hai del veleno nel tuo sangue che circola liberamente, non stai bene. Stai morendo lentamente.

Superata questa fase, grazie devo dirlo, all’ atteggiamento mentale che ho appreso negli ultimi 20 anni( questi libri di crescita personale sono stati preziosissimi per me) , sono uscito dal ruolo della vittima. Ho iniziato a spostarmi come visuale. Ho incominciato a cambiare angolazione da cui guardavo l’ accaduto.

Ho cominciato a vederne la forma, la densità, la consistenza.
Ho iniziato a fare amicizia con le sensazioni ed emozioni che mi aveva prodotto questo accadimento.

La prospettiva da cui la osservavo ora era diversa. Così come diverse erano le emozioni che provavo.
Non più rabbia, paura, insicurezza. Ero riuscito a individuare un nuovo punto di vista. Quello del mio interlocutore.

 

 

Ho iniziato a mettere in dubbio tutto quello che mi veniva contestato.
Non perchè all’improvviso avessi torto. Non mi interessava avere torto o ragione. Mi interessava “avvicinarmi” all’altra persona per capire cosa provava e per comprendere bene il suo punto di vista.
Punto di vista che non per forza dovevo condividere.

Così inizio un nuovo cammino di scoperta. Un nuovo viaggio che forse mi avrebbe portato a d una nuova consapevolezza, ad un nuovo arricchimento.

Le giornate successive, trascorrevano tra emozioni di serenità, consapevolezza, e uno strumento che tutti abbiamo a disposizione: i nostri pensieri.

Ma non più pensieri di rabbia, ansia, paura.
Ma pensieri e affermazioni del tipo:

  • Non so perchè tutto questo sta accadendo, ma ha certamente un senso, grazie
  • Mi amo e mi approvo
  • L’ Universo mi aiuta e mi sotiene in tutto quello che faccio
  • Tutto va come deve andare

Tutte queste affermazioni, me le ripetevo ogni volta che potevo.
Quando andavo a fare una passeggiata per stare da solo. Quando andavo a prendere mia figlia a scuola scegliendo di andare a piedi. Quando uscivo a portare il mio cane a spasso. Ripetevo, ripetevo,ripetevo.

Era la mia “medicina”. Mi sentivo rilassato, in pace, sereno e grato per quella situazione che, in qualche modo, mi sarebbe stata d’aiuto anche se non sapevo in che modo.

Stai pensando che non è possibile tutto ciò?
Ti capisco, perchè anche io la  pensavo come te.

Ma sai cosa ho fatto?
Ho scelto di mettere in dubbio quello che pensavo. E’ in questo modo che ho trovato un nuovo modello di pensiero.
Non più cocktail di emozioni negative che avvelenano il tuo sangue e lo manda in circolo per tutto il corpo.
Ma emozioni di serenità, consapevolezza e gratitudine.

Si lo so che può non sembrare vero.
Questo accadrà fino a quando resterai inchiodato al tuo vecchio modo di pensare.
Modo di pensare che ti danneggia e che non ti serve più.
Non è forse giunta l’ora di cambiarlo?

Ecco come superare uno shock.

Vuoi sapere come sono andati i giorni successivi allo shock?

 

 

Abbiamo parlato, parlato,parlato.
Ci siamo confrontati, capiti, ascoltati e scoperti. E in questa fase ho squarciato una parete spessa che è stato il modello con cui sono cresciuto nella mia famiglia. Lo reso consapevole e ho scelto che non mi serviva più.

E sai cosa? Ho deciso di demolirlo.

Cosa ho scoperto dietro questa parete che ho abbattuto?
Che se solo siamo disposti a mettere il dubbio le “nostre verità”, il nostro modo di pensare, uscire dai “vecchi modelli” che ci hanno danneggiato, possiamo scoprire un “nuovo noi”.
Ecco cosa ho scoperto da questo shock: un nuovo io.

Una persona che, grazie ad un evento shock, ha saputo guardare oltre e che sta cercando un modo per crescere.
Come andrà? Non lo so. Ma credo che tutto va come deve andare. E c’è un motivo per tutto ciò. A noi sta scoprirlo.

E mentre recepisci queste informazioni che possono esserti utili, inizierai a sentirti più sereno e sicuro.

In definitiva, ecco come superare uno shock anche tu in 4 mosse efficaci:

#1. Accettalo

#2. Esci dal tuo modello di pensiero e mettilo in dubbio

#3. Avvicinati all’ altra persona e ascolta il suo punto di vista

# 4. Impara a riconosocere la lezione che c’è dietro questo shock

 

E Ricorda…

Nulla accade per caso e che tutto ha un senso nella perfezione della nostra natura(puoi leggere un approfondimento su un articolo che ho scritto “Perchè le cose accadono” )


Non sarebbe straordinario aprirli ora?

Salvatore

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Obiettivi da raggiungere nella vita: quali sono i 6 passi per farlo?

Obiettivi da raggiungere nella vita: quali sono i 6 passi per farlo? Questa è una domanda a cui darò risposta nelle prossime righe di questo articolo di oggi. Ignorare questi 6 passi ti porta ad “approdare” in un porto lontano e sconosciuto(se riesci a sopravvivere al mare agitato).
Magari proprio la dove la tua mente solo al pensiero di quelle immagini fosche, fuggivano a gambe levate.

A breve scoprirai perché ti dico questo.
Seguimi.

 

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Questa citazione che hai appena letto(magari per la centesima volta o più), ti da una prima idea. L’idea di quello che devi conoscere per imparare a “orientare le tue vele”. Se le vele della tua barca sono orientate “controvento”  farai una gran fatica. Presto scoprirai di non riuscire ad andare nella direzione giusta. Magari non sai quale sia quella “giusta”. Ma il tuo inconscio, il tuo istinto lo avverte.

Ma perché “orientare le tue vele” è di fondamentale importanza?

Per due motivi precisi:

  1. Ti consente di raggiungere una certa velocità
  2. Ti consentono di mantenere stabile l’ assetto della barca che, altrimenti, sarebbe difficile da governare.

Quindi “orientare le tue vele” dopo aver deciso dove andare ti offre sicurezza, stabilità e velocità.

 

vento-favorevole-senaca

 

Razionalmente quando leggi questo genere di citazioni sei pronto a fare “di sì” con la testolina. Ma dentro di te, un intimo pensiero, ti fa provare un leggero disagio. E’ lo stesso disagio che ti comunica che non stai facendo nulla. Nulla di ciò che è in linea con quella riga di testo che hai appena letto. E non è un caso che, dopo aver fatto “di sì” con la testolina, continui a fare nella tua vita le stesse cose di sempre.

Mentre tu leggi queste parole scritte sul monitor del tuo pc, qualcuno sta rientrando dalle vacanze. C’è invece chi parte e c’è anche chi per un motivo o per un altro non le farà proprio. Ma c’è anche un’altra fetta(piccola), di persone che si prepara e studia facendo anche le vacanze.

Ognuna di queste scelte rappresentano un modo per “orientare le vele”  della propria barca. Una barca che di certo è partita da un porto e che, durante la traversata si troverà in una o più di queste situazioni:

  1. Arriverà dove aveva scelto di approdare(magari dopo aver superato una o più tempeste);
  2. Affonderà in un mare in tempesta dopo aver galleggiato a lungo;
  3. Galleggerà lentamente sulle onde perché malandata fino a quando non sarà inghiottita dalle profonde acque
  4. Affonderà tra le onde altissime di 3 metri o più di un mare in burrasca.

Il destino di questa barca dipende dal timoniere. Persona che, attraverso la scelta di come avrà deciso di “orientare le vele”, si troverà in una della quattro situazioni di cui hai letto le righe appena sopra.

 

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Personalmente anche se per te può contare poco, dedico le mie vacanze a “orientare le vele” in questo preciso modo:

  1. dedico del tempo a studiare
  2. dedico del tempo per pensare e riflettere
  3. dedico del tempo a prendermi cura di me e delle persone vicine

Per me, questo è un momento magico e meraviglio.

Sai perché?
Perchè  per migliorare la mia vita perché scelgo di dire a me stesso: “Riparto da Me!”

Sì perchè alla fine, se ci pensi, ogni giorno, ogni settimana, alla fine di un periodo di vacanze è sempre un ripartire.
E quale modo migliore può darti sicurezza, forza e fiducia che dire a te stesso “Riparto da Me!” ?

Pensaci bene.
Se fai mente locale un attimo, siamo gli unici che possiamo “orientare le vele” della nostra barca. Se non lo facciamo noi che siamo il timoniere della barca(la nostra), chi ha la responsabilità di  farlo? Lo sai già: nessuno.

Ecco che se vuoi “orientare le vele” per arrivare al porto dove hai scelto di voler attraccare, è compito tuo ripeterti fino alla sfinimento, “Riparto da Me!”  Ogni istante della giornata. Dopo un accadimento che ti ha creato disagio. Subito dopo aver litigato con il vicino di casa o con il tuo partner. Ripetere a te stesso, sempre “Riparto da Me!”   è un imperativo assoluto!

Ma perchè ti sto dicendo tutto questo con tanta passione?

Perché se vorrai arrivare ad un porto sicuro in modo veloce e scorrevole dovrai imparare ripeterti ogni attimo “Riparto da Me!”    Se vuoi evitare di galleggiare tra le onde della vita, rischiando di affondare devi per forza imparare a dire a te stesso “Riparto da Me!”

Se vuoi raggiungere i tuoi obiettivi nella vita e nel lavoro devi eliminare le scuse. Devi fare pratica a ripeterti “Riparto da Me!”

Se vuoi evitare di sentirti immerso in onde alte tre metri mentre ti perdi in una massa enorme di acqua prima di essere inghiottito, affogare e non potere più respirare, devi imparare a prenderti la responsabilità di dirti “Riparto da Me!”

Obiettivi da raggiungere nella vita?
Questa è una delle domande di cui leggo spesso.

Pensa, è più facile di quanto tu possa immaginare.
Ma questo solo per chi conosce i 6 passi che ho racchiuso nel “Percorso in 6 Moduli Riparto da Me!”
Infatti alla domanda Obiettivi da raggiungere nella vita  come fare, rispondo con questo “Percorso in 6 Moduli Riparto da Me!”

Dopo 20 anni di un percorso di crescita personale; dopo migliaia di ore trascorse a leggere, studiare, frequentare corsi da vivo sono in grado di darti il “distillato” in risposta alla domanda: Obiettivi da raggiungere nella vita : come fare?  ho racchiuso tutto all’interno di questo percorso.

Percorso-6-Moduli Riparto da Me!

Perchè se veramente vuoi “orientare le vele” e navigare verso il porto in cui vuoi approdare, Non puoi ignorare  quali sono i 6 passi fondamentali per dare risposta alla domanda che ti stai facendo anche tu su Obiettivi da raggiungere nella vita : come fare.

Sono 6 passi che trovi dentro il “Percorso in 6 Moduli Riparto da Me!” Sono 6 passi che vanno seguiti nella giusta sequenza. Ma non passi teorici(quelli li lasciamo ai corsi di formazione).

Nel “Percorso in 6 Moduli Riparto da Me!” trovi  6 passi pratici e ricche di domande in cui devi sporcarti le mani. In cui devi indagare su te stesso, devi scoprire cose che non sai nemmeno di avere.

Del resto…

_se-vuoi-trovare-perle-devi-tuffarti-in-profondita_

E quale momento migliore se non adesso?
Quale momento migliore per prepararsi ed essere pronti ad avere un nuovo slancio?
Se non ora, quando?

Lo so, anche in questo caso ci sono delle scelte da fare. Ogni persona “orienta le vele” a proprio modo.
C’è chi vuole “staccare” e cazzeggiare per tutto il periodo delle vacanze(e non). Chi non pensa minimamente a studiare e corre a 1000 per poi tornare spompato al rientro. Chi pensa “ma chissenefrega di leggere e studiare quando è l’unico momento in cui posso rilassarmi.”

Sono scelte, tutte accettabili e non condivisibili.

Tu da che parte stai?
Qual è la tua scelta?
Come scegli di “orientare le tue vele?”

In quale situazione di queste vuoi trovarti da qui ad un mese, un anno, cinque anni o forse più:

  1. Arrivare dove aveva scelto di approdare(magari dopo aver superato una o più tempeste);
  2. Affondare in un mare in tempesta dopo aver galleggiato a lungo;
  3. Galleggiare lentamente sulle onde perché malandata fino a quando non sarà inghiottita dalle profonde acque
  4. Affondare tra le onde altissime di 3 metri o più di un mare in burrasca.

Se scegli di “orientare le vele” con la 1°, la 2° o la 3° Opzione, puoi smettere di leggere qui(forse dovevi già farlo prima).

Se scegli invece di “orientare le vele” per arrivare dove hai scelto di approdare e prenderti la responsabilità di ripeterti ogni giorno “Riparto da Me!”  sappi che all’interno del : “Percorso in 6 Moduli Riparto da Me!” ci trovi:

  • i 6 passi fondamentali
  • le 5 domande di focalizzazioni più potenti
  • l’esercizio “Riparto da Me!”
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Se scegli di tuffarti in profondità, il mio personale suggerimento è quello di cominciare ORA ad “orientare le vele” e muoverti verso il porto in cui vuoi arrivare. E per fare questo hai un unico modo, dire a te stesso: “Riparto da Me!”

Salvatore

PS se la tua scelta è quella di “orientare le vele” per Arrivare dove aveva scelto di approdare ho scelto di riservati una cosa che non troverai MAI PIU’!
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(Problemi o Sicurezza?) Ecco come puoi togliere i freni senza sbattere…

“Impara a gestire l’inconscio o sarà lui a gestire la tua vita e tu lo chiamerai destino”
Carl Gustav Jung

 

Problemi o Sicurezza?

Ci hanno insegnato che “togliere i freni” significa andare a sbattere.
E se non sempre fosse vero?

Oggi ti parlo di come “togliere i freni” .
Ovvero quello che nell’ambiente della crescita personale, si chiama “uscire dalla zona di comfort”.

Ecco come vivere la tua vita con consapevolezzacreandoti problemi “buoni” che ti aiutano a crescere.

Ma cominciamo dall’inizio…

Cos’è la zona di comfort lo avrai sentito dire centinaia di volte.E’ quello sensazione di “comodità” e “sicurezza” in cui fai qualcosa senza sforzo alcuno.

Ad esempio…
…lavarsi i denti con la mano destra(o con la mano sinistra se sei mancino)

…Svolgere un’attività a lavoro nello stesso modo e senza che tu dedichi il 100% della tua attenzione perché è automatica(quindi con una modalità inconscia).

Ma lo stare in questa zona di comfort ci da sì sicurezza, ma ha un grosso limite…

… non ci fa crescere.

 

Ma c’è un modo per utilizzarla a nostro vantaggio per migliorare la nostra vita?

L’unica cosa che possiamo fare per migliorare la nostra vita in qualunque settore è quello di uscire il più possibile da questa area di comodità. E possiamo farlo scegliendo deliberatamente di farlo.

Cosa otteniamo quando usciamo fuori da questa area?

Cresciamo.
Acquisiamo nuove abilità.
Ci abituiamo(creiamo un’altra area di comfort) sistematicamente a fare cose nuove.
Fare nuove esperienze, provare nuove emozioni, misurarci con le nostre paure e insicurezze e…

…ci aiuta ad evolvere

 

Ma uscire dalla nostra zona di comfort costa fatica emozionale e ci porta dei problemi. Questo significa affrontare una situazione che ci crea stress come ad esempio, voler imparare una nuova abilità quale può essere imparare una nuova lingua. Voler(o essere costretti) ad imparare a fare marketing(parola sconosciuta per gli imprenditori) se vuoi vendere oggi.

E così via…

Ed è proprio in queste situazioni che decidiamo in maniera inconscia(per proteggerci), di restare dove siamo. E sono questi meccanismi mentali che scattano e che ci impediscono di crescere, di evolverci e di imparare a gestire quel leggero senso di insicurezza che ci aiuta a sperimentare la nostra vita.

Ecco che…

“Impara a gestire l’inconscio o sarà lui a gestire la tua vita e tu lo chiamerai destino”
Carl Gustav Jung

 

TogliereifreniperUsciredaZonadiComfort

In questa infografica + il Mini Report “Come Togliere i Freni Uscendo dalla Tua Zona di Comfort” – clicca il link per scaricare tutto gratis), trovi i 2 Blocchi che ti impediscono di crescere(per proteggerti). Ma trovi anche le 2 rispettive soluzioni per crescere, evolverti e sentendo quella sensazione di sicurezza.

Pensa un attimo alla tua situazione attuale…

C’è qualche nuova abilità che vorresti(dovresti o sarai costretto) acquisire e che in qualche modo ti crea “disagio”?

Qualcosa che stai rimandando?
Magari per paura, per insicurezza o altro?

Lascia pure un commento qui sotto.
Salvatore

Ps. Imparare a gestire se stessi sentendosi e vivendo con maggiore sicurezza è il margine del vantaggio di tutte quelle persone che ottengono risultati? Ecco come Anche Tu Puoi fare per Sentirti più Sicuro e Ottenere ciò che vuoi

PPS “Impara a gestire l’inconscio o sarà lui a gestire la tua vita e tu lo chiamerai destino” Carl Gustav Jung
Questo pensiero lo lessi tempo fa. Da una parte mi affascinava da una parte e mi crea paura. C’è chi si ferma davanti alla paura e chi la utilizza per evitare di viverla sulla propria pelle.

Se anche tu vuoi evitare di sentire quel senso di insicurezza e di paura che ti angoscia in qualche modo, magari per qualcosa che oggi non va come tu vorresti è il momento di iniziare a sentirti più sicuro. Qual è  l’unico modo per farlo? Scegliere di fuggire da questa orribile sensazione >>QUI<<