Come superare uno shock(nel lavoro o nella vita privata): 4 Mosse Efficaci.

Come superare uno shock: 4 Mosse Efficaci.
Quando inizierai a leggere questo articolo scoprirai che hai davanti a te una nuova opportunità: quella di avere occhi per vedere la meraviglia. 

Ma davanti all’insieme di parole che tra poco leggerai nelle prossime righe, ti avverto, puoi avere una delle due reazioni:

  1. smettere subito di leggere perchè le ritieni sciocchezze
  2. mettere in pratica quello che hai letto quando si presenterà l’occasione

 

E si, perchè stai pur certo che l’occasione si presenterà.
Che tu lo voglia o no e che ne sei consappevole o meno.

Ma sai la cosa bella? Dopo aver letto questo articolo, ti sentirai maggiormente sereno quando ti troverai nella situazione che sta capitando a me e saprai Come superare uno shock.

Ma perchè ho scelto questo argomento?
Presto detto: sto superando uno shock!

Forse ti stai chiedendo perchè ho voluto scrivere un articolo su “Come Superare uno Schock:  4 Mosse Efficaci?”
Domanda che merita una risposta completa.

Credo che attraverso le esperienze personali altrui, possiamo acquisire strategie e punti di vista nuovi.
Ecco che attraverso questa mia esperienza posso aiutarti a “sviare” il duro pugno allo stomaco che potrai ricevere.

Adesso vorrei aiutarti a provare quella sensazione sgradevole di quando capita uno schock.
Giusto per prearati in qualche modo a sentirti più sicuro e sereno quando ti capiterà di affrontarne uno.

Qualche giorno fa ho ricevuto una notizia(la sentivo già nell’aria), di una persona che mi annuncia una sua decisione.
Sentirselo dire ascoltando le parole come mai forse hai fatto prima, ti ribalta subito alle realtà. Realtà a cui forse qualche volta hai pensato, ma che in fondo, non hai mai creduto.

Ad un tratto eccola qui. Adesso è palese e non puoi fare finta di nulla.

Forse ti sarà capitato ricevere una qualche notizia shock. Forse sul lavoro o nella tua vita privata o personale.
La prima sensasione è quella di provare smarrimento. Subito dopo, quella di trovarti davanti ad una situazione che, solo ad immaginarla, per un attimo, ti vengono i crampi allo stomaco.

E lì che parte la tua fantasia. Quel misto tra realtà e immagini che scorrono all’impazzata nella tua mente.
Immagini di paura a tinte fosche, condite con un sottofondo di voci che ti sussurrano all’ orecchio “non ce la farai mai!”.

Quella sensazione che ti prende allo stomaco come dopo aver ricevuto un pugno al basso ventre. Pugno che ti ha sferrato la vita, tua moglie, tuo marito, il tuo migliore amico. Un pugno che non ti aspettavi arrivasse così, all’improvviso anche se, all’ improvviso non è proprio arrivato.

Immagini come sarebbe se riuscissi ad attutire questo terribile colpo?

 

 

Forse sei stato bravo a cercare di ignorare la questione, sperando che si risolvesse da sola. Ma i problemi se non li affronti, non si risolvono da soli come per magia. No. Si nascondono sotto il tappeto come quando nascondi la povere con la scopa perchè non hai voglia di spazzare. Al momento opportuno, quando magari aspetti ospiti o la donna con cui hai sudato sette camiche per “farla salire” viene fuori quel laniericcio di polvere. Forse potrà capitare proprio quando la domenica entrata tuo suocera che è pronta all’ ennesimo giudizio. Hai presente come ti senti?

Ed è un colpo fortissimo!
Uno di quei colpi che fanno male.

Così cominci a pensare che “non sei stato capace di”, “non mi merito questo”, “ho sempre fatto tutto” e via così. Comincia la fase del vittimismo e del fatto che sono gli altri ad essere “stronzi”, “brutti” e “cattivi”.

E tu?
Qual è stata la tua parte in tutto ciò? Quale ruolo attivo(e non attivo) hai avuto in questo evento che definisci “shock”? Come lo hai generato? In che modo hai contribuito a crearlo?

Ma…

 

 

Mentre leggi queste parole forse stai dicendo tra te che non hai avuto nessun ruolo. Che tu sei la vittima, che sei al di fuori di ciò di cui ti viene fatta nota della tua responsabilità.

Che l’altro/a ha tutte le colpe di questo mondo che tu (povero ciccino) sei il “buono”.
Quello che sta subendo questo evento shock.

E se non fosse proprio così?

E se questo tuo atteggiamento mentale non fosse proprio quello che ti aiuta ad affrontarlo prima e superarlo poi?
E se in qualche modo l’altra persona ti stesse volendo comunicare qualcosa a cui tu sei rimasto sordo?(magari in buona fede). E se la “paura” di affrontare la situazione ti avesse fatto in qualche modo “scappare” dall’ argomento?

Ma perchè tutti queste domande?
Cosa vuoi insinuare?

Sono dubbi e domande che ti fanno uscire dal ruolo di “vittima” e ti consentono di fare 4 mosse  efficaci, in grado di superare lo shock che hai vissuto, che stai vivendo o che vivrai.

Lo shock che sto vivendo in questi giorni, come ho accennato all’inizio dei questo articolo, l’ho “subito” per circa 48 ore. Passata questa fase mi si è rivelata come una grandissima opportunità.

 

 

Credi che sia ammattito mentre leggi questa parole?
No. Non sono ammattino e se mi segui nella righe che sto per scrivere capirai il perchè.

La prima fase in cui ho “subìto” lo shock, sono state ore in cui sono stato davvero male.
Ci sono persone che a seguito di uno shock stanno male per settimane, mesi, alcuni anni. Addirittura ci sono persone che non si riprendono proprio e continuano a subirlo. In realtà, ci stanno “comodi” in quella situazione.

Ma veniamo a noi.
Ecco Come superare uno shock.

In questa 48 ore come ti dicevo sono stato davvero male.Le emozioni di paura, rabbia, tensione si mescolavano tra loro creando un cocktail esplosivo. Un cocktail che era in circolo nelle mie vene, mi pervadeva il corpo, la mente, il cervello. E quando hai del veleno nel tuo sangue che circola liberamente, non stai bene. Stai morendo lentamente.

Superata questa fase, grazie devo dirlo, all’ atteggiamento mentale che ho appreso negli ultimi 20 anni( questi libri di crescita personale sono stati preziosissimi per me) , sono uscito dal ruolo della vittima. Ho iniziato a spostarmi come visuale. Ho incominciato a cambiare angolazione da cui guardavo l’ accaduto.

Ho cominciato a vederne la forma, la densità, la consistenza.
Ho iniziato a fare amicizia con le sensazioni ed emozioni che mi aveva prodotto questo accadimento.

La prospettiva da cui la osservavo ora era diversa. Così come diverse erano le emozioni che provavo.
Non più rabbia, paura, insicurezza. Ero riuscito a individuare un nuovo punto di vista. Quello del mio interlocutore.

 

 

Ho iniziato a mettere in dubbio tutto quello che mi veniva contestato.
Non perchè all’improvviso avessi torto. Non mi interessava avere torto o ragione. Mi interessava “avvicinarmi” all’altra persona per capire cosa provava e per comprendere bene il suo punto di vista.
Punto di vista che non per forza dovevo condividere.

Così inizio un nuovo cammino di scoperta. Un nuovo viaggio che forse mi avrebbe portato a d una nuova consapevolezza, ad un nuovo arricchimento.

Le giornate successive, trascorrevano tra emozioni di serenità, consapevolezza, e uno strumento che tutti abbiamo a disposizione: i nostri pensieri.

Ma non più pensieri di rabbia, ansia, paura.
Ma pensieri e affermazioni del tipo:

  • Non so perchè tutto questo sta accadendo, ma ha certamente un senso, grazie
  • Mi amo e mi approvo
  • L’ Universo mi aiuta e mi sotiene in tutto quello che faccio
  • Tutto va come deve andare

Tutte queste affermazioni, me le ripetevo ogni volta che potevo.
Quando andavo a fare una passeggiata per stare da solo. Quando andavo a prendere mia figlia a scuola scegliendo di andare a piedi. Quando uscivo a portare il mio cane a spasso. Ripetevo, ripetevo,ripetevo.

Era la mia “medicina”. Mi sentivo rilassato, in pace, sereno e grato per quella situazione che, in qualche modo, mi sarebbe stata d’aiuto anche se non sapevo in che modo.

Stai pensando che non è possibile tutto ciò?
Ti capisco, perchè anche io la  pensavo come te.

Ma sai cosa ho fatto?
Ho scelto di mettere in dubbio quello che pensavo. E’ in questo modo che ho trovato un nuovo modello di pensiero.
Non più cocktail di emozioni negative che avvelenano il tuo sangue e lo manda in circolo per tutto il corpo.
Ma emozioni di serenità, consapevolezza e gratitudine.

Si lo so che può non sembrare vero.
Questo accadrà fino a quando resterai inchiodato al tuo vecchio modo di pensare.
Modo di pensare che ti danneggia e che non ti serve più.
Non è forse giunta l’ora di cambiarlo?

Ecco come superare uno shock.

Vuoi sapere come sono andati i giorni successivi allo shock?

 

 

Abbiamo parlato, parlato,parlato.
Ci siamo confrontati, capiti, ascoltati e scoperti. E in questa fase ho squarciato una parete spessa che è stato il modello con cui sono cresciuto nella mia famiglia. Lo reso consapevole e ho scelto che non mi serviva più.

E sai cosa? Ho deciso di demolirlo.

Cosa ho scoperto dietro questa parete che ho abbattuto?
Che se solo siamo disposti a mettere il dubbio le “nostre verità”, il nostro modo di pensare, uscire dai “vecchi modelli” che ci hanno danneggiato, possiamo scoprire un “nuovo noi”.
Ecco cosa ho scoperto da questo shock: un nuovo io.

Una persona che, grazie ad un evento shock, ha saputo guardare oltre e che sta cercando un modo per crescere.
Come andrà? Non lo so. Ma credo che tutto va come deve andare. E c’è un motivo per tutto ciò. A noi sta scoprirlo.

E mentre recepisci queste informazioni che possono esserti utili, inizierai a sentirti più sereno e sicuro.

In definitiva, ecco come superare uno shock anche tu in 4 mosse efficaci:

#1. Accettalo

#2. Esci dal tuo modello di pensiero e mettilo in dubbio

#3. Avvicinati all’ altra persona e ascolta il suo punto di vista

# 4. Impara a riconosocere la lezione che c’è dietro questo shock

 

E Ricorda…

Nulla accade per caso e che tutto ha un senso nella perfezione della nostra natura(puoi leggere un approfondimento su un articolo che ho scritto “Perchè le cose accadono” )


Non sarebbe straordinario aprirli ora?

Salvatore

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